Sono passati 3.652 giorni dal primo tweet composto dal suo fondatore Jack Dorsey e da allora Twitter è diventato la voce del web.

10 anni di Twitter: il marketing volatile del cinguettio

                               10 anni di Twitter: il marketing volatile del cinguettio.

Qui il link al primo tweet in assoluto: https://twitter.com/jack/status/20

Twitter è un immancabile contenitore di notizie per tutti coloro che si occupano di comunicazione in tutte le sue forme e non si sentono più parte di quel processo unidirezionale che vede l’utente “subire” le notizie senza esprimere alcun punto di vista.

Twitter è la voce del Web.

Il Festival di Sanremo (da tutti ritenuto un format televisivo vetusto e poco attrattivo) ha giovato di un social-exploit grazie alle interazioni tra i “volatili” dell’etere.

Con una base utenti di soli 320 milioni di “twitteri” nel mondo, il caratteristico modo di comunicare in 140 caratteri, il business-model di Twitter versa nella massima incertezza come la sua quotazione in borsa.

Twitter è stato superato nel numero utenti da social nati dopo, come Instagram e Whatsapp, che hanno trovato nell’affiliazione alla famiglia Facebook exit milionarie, imbracciando un processo di miglioramento continuo.

Data la continua perdita di “appeal” del cinguettio, Twitter è andato incontro a una serie di aggiornamenti negli ultimi 5 mesi per avvicinarsi sempre più a social generalisti che al suo contrario aumentavano la community su base mensile. Vediamo quali sono:

  • Ottobre 2015: Questionario  inserisce lo strumento Survey (opzione già vista sui gruppi di Fb);
  • Novembre 2015: Cuore rosso  passa dalla “stellina” al “cuoricino” per indicare l’aggiunta ai preferiti di un post, usato da Instagram sin dai suoi albori;
  • Gennaio 2016: Periscope  passa all’integrazione di Periscope per le dirette live, uno strumento accessibile su Fb per i profili certificati, adesso aperto a tutti gli utenti del social blu;
  • Febbraio 2016: Gif animate – grazie a una partnership con Giphy.com, integra la ricerca per questo specifico contenuto;
  • Marzo 2016: “Customer feedback” + NPS  inserisce il Net Promoter Score per misurare la Customer Satisfaction del servizio clienti offerto dalle aziende sul social (i player del settore TLC in particolare e quelle di servizi in generale traggono maggiori vantaggi da questa pratica su Twitter) e il NPS che sta per Net Promoter Score, ovvero quella propensione da parte di un utente soddisfatto a condividere la propria esperienza positiva di acquisto del suddetto prodotto/servizio con amici e parenti diventando ambasciatore della marca.

In Italia gli utenti sono 8 milioni, 1 meno di Instagram e 20 milioni in meno rispetto a Facebook. Le aziende italiane lo usano principalmente per gestire i ticket di assistenza post-acquisto e implementare il CRM, tralasciando gli sforzi e il budget pubblicitario alla coppia Facebook-Instagram, ovvero dove perde soldi Twitter rispetto ad altri social che puntano alle inserzioni.

Dalla “primavera araba” in poi, Twitter è diventato un social mainstream nel mondo occidentale ed è un canale relazionale imprescindibile per ogni azienda orientata al mercato.

I singoli individui, come politici e giornalisti e atleti “più social”, se ne servono per fare personal branding mirando a costruire community talmente forti online da aggregarsi anche al di fuori dei bit dei computer o degli schermi di tablet e smartphone.

Twitter ha bisogno di convertire la sua forza “aggregante” tra gli utenti in conversioni per il suo business di inserzioni per svegliarsi da grigiore di questi ultime 12 mesi.

Condividi