#EpicBrozo e Il suo personal branding

“Quel ragazzo merita di giocare. Preferisco #epicbrozo a centrocampo, lo vedo meglio come mezz’ala.”
Queste e altre affermazioni, sulla qualità, di una marca/idea/personaggio pubblico, fanno leva sulla percezione di un brand, rispetto al suo concorrente, nella testa dei potenziali consumatori.

Il personal branding di #epicbrozo
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La marca nella letteratura di marketing, è stata riconosciuta dotata di dimensioni quali:

  • personalità
  • identità
  • notorietà
  • immagine

Questi tratti distintivi se associati alla gestione delle PR dI personaggi di pubblico dominio, come gli sportivi nel caso del nostro post, ci servono a spiegare, il fenomeno virale e di engagement di #epicbrozo. Al secolo Marcelo Brozovic, 23 anni, tutto-campista croato in forza all’Inter di Milano. L’ex-Dinamo Zagabria è arrivato in Italia undici mesi fà (Gennaio 2014) durante il mercato di riparazione, passato inosservato, all’ombra del connazionale, ed ex-numero dieci della squadra, Mateo Kovacic.

Il personal branding di #epicbrozo

Il buon Marcelo, andatura dinoccolata, braccia tatuate, amante delle Ferrari e della Armani Jeans Milano, ha lavorato sulla sua brand awareness fuori dal campo. Spopola sui social network e su Instagram in particolare, per una foto che lo ritrae con la sorella ed un’amica, in macchina, (un #carselfie per intenderci), che accompagnato da una posa da “boss” con il pollice e l’indice della mano sotto il mento, iniziava a spopolare sui social, creando un primo engagement della marca, e aumentandone il buzz marketing. Inizia il campionato, e di Marcelo in campo neanche l’ombra. La compagine meneghina si disimpegna ottimamente nelle prime partite di campionato, e il ragazzo di Zagabria sembra non rientrare nelle gerarchie del tecnico di Jesi.

 

Brozovic non è titolare fino alla prestazione corredata da traversa “epica” contro la Juventus, nel big match della stagione, seguita da una più convincente prova a tutto campo, a Bologna il week-end seguente, che ne segnano la duttilità in mezzo al campo, e la crescente considerazione da parte del suo allenatore Mancini. L’exploit social si ha nella sfida contro Il neopromosso Frosinone. Il #77 entra a cinque minuti dalla fine, sufficienti per mettere a segno un epic-gol. Negli spogliatoi la squadra si riunisce per festeggiare, e tutto lo staff ineggia al giocatore croato, con una posa epica alla #epicbrozo appunto, con tanto di hashtag  che nel copy del post, viene utilizzato dai social media manager della pagina uffciale dell’Inter.

Yessss 🔝 #epicbrozo 🔝

A photo posted by Super]Kralj[tata]BroZ (@marcelo_brozovic) on

Il resto è storia recente. Brozovic supera i centoventimila followers su instagram. L’engagement medio dei post è intorno alle diecimila interazioni, e i tifosi della squadra, interagiscono con la marca Brozovic, postando autoscatti con l’espressione tipica della mezz’ala di Zagabria, con tanto di emoji ad-hoc , come una multinazionale  insomma. Le associazioni col brand sono continue, e il rendimento in campo adesso, è pari a quello sui social, il chè ne fà un beniamino dei tifosi dell’Inter, uno che in soldoni, dovrebbe giocare sempre e aiutare la sua società a vendere merchandsing ufficiale e posti allo stadio.

Il personal branding di #epicbrozo
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Il confine tra attività online e offline per un’organizzazione sportiva è sempre più labile. Le squadre di calcio in Italia, seppur in modo compassato vanno strutturandosi maggiormente come delle S.p.A (finalmente), e la gestione della comunicazione di marketing incentrata sull’engagement totale dei consumatori-tifosi, è vitale. L’aumento dei fatturati, della presenza sugli spalti, e l’implementazione della fan-base, passa dal singolo like sulle pagina social uffciali dei club, fino alla sottoscrizione dell’abbonamento annuale alle partite casalinghe delle squadre.

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Avere una presenza radicata e quotidiana sui social, rispondere  ad ogni interazione dei tifosi-consumatori, seppur banale, è un fattore competitivo vincente per puntare alla salute economica di un club sportivo professionistico, che non può, non deve passare, solo per i diritti TV.

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Alessio Fasano

29 anni, Blogger e Social media manager. Scrivo di marketing dello sport, social media e advertising. Lavoro con le mie passioni e non mi prendo troppo sul serio.

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